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Bandiera Ungheria

   

Storia della città di Budapest

La nascita di Budapest storicamente si fa coincidere con la fondazione, nell'89 d.C., dell'avamposto romano Aquincum su di un preesistente sito celtico, nei pressi di Óbuda, capitale dal 106 al quarto secolo d.C. della provincia romana della Pannonia inferiore.

L'area fu occupata intorno all'anno 898 dal popolo dei Magiari (la principale delle sette tribù ungare), gli antenati degli odierni Ungheresi, che un secolo più tardi fondarono il Regno d'Ungheria. Già luogo di una certa importanza, Pest venne ricostruita velocemente dopo la distruzione ad opera degli invasori Tartari nel 1241, ma fu Buda, sede del Palazzo Reale sin da 1247, a diventare la capitale dell'Ungheria.

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La conquista da parte dei Turchi di gran parte dell'Ungheria nel sedicesimo secolo interruppe la crescita della città: Pest cadde in mano agli invasori nel 1526 e Buda la seguì 15 anni più tardi. Mentre Buda rimase la sede del governo Turco, Pest finì in rovina prima della riconquista nel 1686 da parte delle truppe asburgiche.

Fu Pest, dal 1723 sede amministrativa del regno, a conoscere tra il diciottesimo e diciannovesimo secolo il maggior tasso di crescita, anche grazie all'inglobamento di centri abitati adiacenti. Nel 1800 Pest era più grande di Buda e Óbuda messe insieme, e nel corso del secolo crebbe di venti volte fino a raggiungere i 600.000 abitanti.

La fusione delle tre città di Buda, Óbuda e Pest in un'unica amministrazione, dapprima messa in atto dal governo rivoluzionario Ungherese nel 1849, poi revocata dalla restaurata autorità asburgica, venne infine resa effettiva dal governo autonomo ungherese instaurato col "Compromesso" austro-ungarico del 1867. La popolazione totale dell'area unificata crebbe tra il 1840 e il 1900 fino a 730.000 abitanti.

Durante il ventesimo secolo la maggiore espansione demografica è avvenuta nei sobborghi, con Újpest che ha più che raddoppiato le sue dimensioni dal 1890 al 1910 e Kispest che le ha quintuplicate dal 1900 al 1920, a causa del fatto che la gran parte delle industrie del paese si sono concentrate nella città.

Le perdite umane della Prima Guerra Mondiale e la perdita conseguente alla sconfitta di due terzi del territorio del paese (1920) causarono un temporaneo rallentamento, lasciando Budapest capitale di uno stato più piccolo ma finalmente sovrano. Nel 1930 la città giunse a contare un milione di abitanti, più altri 400.000 nei sobborghi.

Durante l'occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale, circa un terzo dei 250.000 abitanti di origine ebraica di Budapest persero la vita nell'Olocausto. Tra il 1944 e l'inzio del 1945 i nazisti e la polizia ungherese (controllata dal governo collaborazionista del partito delle Croci Frecciate) deportarono gran parte degli ebrei nei campi di sterminio. Nonostante ciò, Budapest è la città europea con la maggior percentuale di popolazione ebraica.

Danneggiata gravemente durante l'assedio Sovietico dell'inverno seguente, la città fu ricostruita nel dopoguerra. Nel 1956 la città fu uno dei maggiori teatri della Rivolta d'Ungheria e dei conseguenti scontri tra la popolazione e le truppe sovietiche, che portarono alla sconfitta degli insorti ed alla repressione. Negli anni '60, la capitale divenne in qualche modo una vetrina delle politiche più pragmatiche intraprese dal governo del paese dopo i fatti del 1956.

Dopo la caduta del regime comunista (1989), Budapest ha riallacciato i suoi tradizionali legami economici e culturali con l'Europa occidentale, ponendosi come capofila nel tumultuoso passaggio al capitalismo dei paesi centro europei ex socialisti. A partire dagli anni '90, seguendo una linea di tendenza comune a tutta l'Ungheria, Budapest ha subito un calo demografico causato dall'emigrazione e dalla decrescita naturale della popolazione.

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